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Presentazione
L’attenzione, intenzionale e non giudicante, sta alla base di qualsiasi metodologia di educazione emotiva ed è una competenza fondamentale in ogni processo di apprendimento.

La realtà in cui viviamo è sempre più ricca di stimoli sensoriali, sempre più complessa e di difficile interpretazione.

Mentre i livelli di stress si alzano perdiamo la capacità di essere presenti, di comprendere i concetti più articolati, di percepire le sfumature delle cose. Tutto si fa più faticoso, il tempo sembra non bastare mai e ci esponiamo alla possibilità che errori di percezione ed emozioni negative ci conducano verso azioni che non vorremmo compiere.

La mindfulness è una pratica semplice, a disposizione di tutti che ci aiuta ad essere padroni di noi stessi, consapevoli delle nostre azioni.

Il corso
L'Istituto propone un percorso formativo per il personale costituito da tre incontri dedicati alla sperimentazione diretta delle principali pratiche di mindfulness.

Mercoledì 19/12/2018 h 15:00-16:30 - Presentazione
Mercoledì 16/01/2019 h 15:00-17:00 - Attenzione focalizzata al corpo
Mercoledì 23/01/2019 h 15:00-17:00 - Attenzione focalizzata al respiro
Mercoledì 30/01/2019 h 15:00-17:00 - Attenzione aperta all'ambiente sonoro

Il percorso principalmente pratico conferirà anche elementi teorici relativi al funzionamento della mindfulness in termini di neurofisiologia.

In base alle presenze ed all'interesse dimostrato il percorso potrà proseguire in base ai desiderata dei partecipanti, dell'istituto e del formatore.

Mindfulness in breve
Il termine mindfulness è tradotto “attenzione consapevole”.

Mindfulness significa vivere il momento presente in modo intenzionale e non giudicante: guardare veramente le cose per quello che sono e non per quello che si è abituati a pensare, a temere o a sperare che siano.

La mindfulness ha l’obiettivo di darci maggiore possibilità di scelta liberandoci dalla reattività e dagli automatismi. Si basa sulla laicizzazione di pratiche di meditazione della tradizione buddhista ed ha effetti psicofisici validati con il metodo scientifico.

La pratica della mindfulness vede le sue origini in ambiente religioso è infatti la traduzione inglese del termine Sati, presente nel Canone Pali delle tradizioni Buddhiste.

La Sati è ancora oggi alla base degli esercizi spirituali di tutte le pratiche contemplative di origine asiatica.

Gli studi scientifici
Negli anni settanta presso la Medical School dell’Università del Massachusetts un gruppo di ricercatori studiarono gli effetti della meditazione per la riduzione dello stress e formalizzarono un programma in ambito clinico (MBSR). Così facendo laicizzarono e testarono scientificamente delle pratiche contemplative che fino a quel momento si erano sviluppate solo in ambito religioso. Fu l’inizio di una serie di studi che proseguono anche ai giorni nostri.

Con l’avvento delle tecnologie di neuroimmagine è stato possibile individuare alcuni i processi che la meditazione mette in moto in termini di neurofisiologia.

Effetti fisiologici
La ricerca ha confermato che la pratica della mindfulness non presenta solo effetti funzionali, ma opera anche cambiamenti fisiologici agendo sul sistema nervoso, immunitario ed endocrino.

Nello specifico, meditare aiuta il corpo a liberarsi più facilmente dalle infezioni favorendo l’operato del sistema immunitario e incrementando la produzione di ormoni la cui carenza espone a malattie come osteoporosi, diabete, obesità e tumori.
Tra gli effetti della mindfulness scientificamente testati ci sono la riduzione della pressione sanguigna, miglioramento della qualità del sonno, l'abbassamento dei livelli di cortisolo e un incremento nell’ossigenazione della corteccia celebrale; tali effetti sono stati interpretati alla base di una migliore risposta ai processi stressogeni e di invecchiamento.

Importanza e diffusione
La ricerca scientifica sull’applicazione della mindfulness è stata tra i principali motori di innovazione della terapia cognitivo-comportamentale negli ultimi trent’anni.

La mindfulness non è più circoscritta all’ambiente clinico, provatane l’efficacia attraverso programmi strutturati, oggi viene applicata anche nei luoghi di lavoro e di formazione attraverso lo svolgimento di attività semistrutturate.

Mindfulness a scuola
“La facoltà di gestire volontariamente l’attenzione che tende a distrarsi più e più volte, è la radice stessa del giudizio, del carattere e della volontà. (... )

Un’educazione che si pone l’obiettivo di migliorare questa facoltà è l’educazione per eccellenza.”
William James, 1892

La gestione consapevole dell’attenzione è un attività fondamentale sia per gli studenti che per gli insegnanti.

Se i primi sono apprendisti di quest’arte, per i secondi la padronanza della propria e altrui attenzione costituisce il cuore della professione, sia sotto il profilo specificamente cognitivo che più generalmente affettivo: la qualità con la quale si è capaci di dare attenzione sta alla base sia dei processi di apprendimento sia della relazione educativa che li sottende.

La mindfulness propone una serie di strumenti semplici per sviluppare e mantenere allenata la capacità di porre attenzione e di portare ascolto empatico.

Formatore: Tommaso Megale

Facilitatore di programmi basati sulla mindfulness certificato presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa è insegnante di scuola secondaria di II grado.

Pratica la meditazione di tradizione Zen dal 2009 presso il Monastero Zen EnsoJi di Milano seguendo gli insegnamenti dell’Abate Carlo Tetsugen Serra.

Nel 2016 frequenta il Master in Neuroscienze Mindfulness e Pratiche Contemplative frutto della collaborazione tra Università di Pisa e Istituto di studi buddhisti Lama Tzong Khapa concludendolo con un tirocinio presso Intesa Sanpaolo. Dal 2015 promuove l’applicazione di programmi di mindfulness in prevenzione dei fenomeni di cyberbullismo e per contrastare il Deficit Attention Trait (DAT) con gli studenti e propone corsi di formazione per insegnanti.

Durante la sua formazione, ancora in corso, ha seguito ritiri di meditazione in ambito religioso e laico sotto la guida di insegnanti di fama internazionale tra i quali:
Stephen Betchelor, Alan Wallace, Roland Yuno Rech, Fausto Taiten Guareschi, Gabriele Testa, Susan Reigetsu Moon, Franco Cucchio, Connie Miller, Elena Seishin Viviani e Frank Ostaseski. Ha inoltre avuto l’onore di ascoltare di persona gli insegnamenti di maestri quali Tich Nath Han e Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama.